Lo Studio nasce dalla collaborazione di colleghi Psicologi e Psicoterapeuti che dal 2003 operano in settori differenti della Scienza Psicologica ed hanno fatto varie esperienze in territori con caratteristiche socio-demografiche variabili ritrovandosi a Vigevano. Non è semplicemente uno Studio di Psicologi.

sabato, maggio 20, 2017

POSTO A TAVOLA AGGIUNTO - autosvezzamento

Ok ora ci siamo e se ne può parlare! Alida ha 8 mesi e negli ultimi due ecco i segnali che aspettavamo:
- sa stare seduta da sola, senza appoggi e non barcolla
- il suo riflesso di estrusione ("fare la lingua") non è più troppo accentuato
- allunga le mani in tavola per arrivare a "scroccare" il cibo
- ha capacità di coordinamento occhi-mano-bocca e porta "cose" alla bocca
PERCHE' aspettare questi segnali? 
Perchè io e il mio compagno abbiamo deciso di ascoltare Alida. Abbiamo deciso di essere genitori guardiani e non impositori. Abbiamo aspettato che fosse lei a dirci quando fosse stata pronta per l'introduzione dei cibi solidi a complemento del latte materno - LM che rimarrà il suo primo sostentamento fino almeno all'anno di vita (come da indicazioni e suggerimenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ... e in questo caso non ci possono essere interessi economici).
Alida è da sempre a tavola con noi, presente al momento del pasto: prima sulla sdraietta tra un piatto e l'altro, poi appoggiata alla sedia e poi nel seggiolone. Da poco sta iniziando a sperimentare le varie consistenze e di giorno in giorno sviluppa le sue competenze nella gestione dei pezzetti di cibo in mano, in bocca... imparando a gestire le quantità da introdurre. Ovviamente ci vuole tanta pazienza e tempo: il momento del pranzo o cena si è decisamente dilatato dai 20 minuti scarsi (in due) all'ora e mezza minimo (in tre). Alida sta ancora prendendo le misure e va sorvegliata tra un colpo di tosse e l'altro (segnale che è capace di reagire al rischio di soffocare: riflesso faringeo). A fine pasto la cucina è in uno stato pietoso e Alida è particolarmente buffa con ad esempio la ricotta come rossetto e gli spinaci come gel. NON IMPORTA perchè anche da questa esperienza lei sta imparando, costruendo la sua fiducia e autostima. La manipolazione in questa fase è un importantissimo canale di sviluppo neurologico.
Alida sta anche iniziando a sperimentare i vari sapori, assaggia la qualunque. (P.S. a vostro rischio e pericolo: non lavandosi i denti e non potendo mangiare il chicco di caffè, ha avuto l'alito alioso per tre giorni!). Voglio che impari il piacere di stare a tavola, di gustare e non ingoiare, di mantenere la curiosità per gli assaggi, di continuare a gestire in autonomia il senso di sazietà.
La nostra responsabilità genitoriale ci ha così portati da un anno a questa parte a cambiare il nostro stile di alimentazione privilegiando verdure e frutta a salame e carne rossa.
Perchè altrimenti cosa accadrebbe dopo l'anno? Tanta cura e meticolosità nelle preparazioni per l'infante, per poi perdersi nelle abitudini di casa? Le scelte alimentari possono essere fatte autonomamente, su imposizione, per curiosità ed interesse, ma come sempre grava molto l'imitazione delle persone di cui i mi fido e da cui dipendo (fisicamente ed emotivamente).
Sulla questione cibo sono tantissime le cose da dire...e sicuramente ne riparlerò. Se avete curiosità, aspetto commenti.

mercoledì, aprile 26, 2017

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA - corso introdurre cibi solidi


Quando e come introduco i primi cibi solidi nell’alimentazione di mio|a figlio|a?
Devo per forza preparare brodi vegetali e usare pappine e omogeneizzati?
Come usare i cibi della famiglia e non dover moltiplicare il tempo in cucina?
Come semplificarmi la vita per la preparazione e la conservazione?


A tutte queste domande puoi trovare risposta nel minicorso teorico e pratico sull’introduzione dei cibi solidi per affrontare con serenità i primi assaggi del tuo bambino|a. Un’occasione per conoscere differenti approcci e per scegliere uno stile che più vi sembri predittivo di un sano rapporto col cibo. Scoprirai i segreti per organizzare il tempo da dedicare alla preparazione del cibo, per risparmiare senza perdere nella qualità degli ingredienti (menu planning).
E’ gradita anche la presenza dei piccoli per eventualmente far loro sperimentare praticamente i cibi solidi.

Corso teorico e pratico di cucina per genitori di piccoli buongustai
destinatari:
- future e neo mamme che vogliono dritte pratiche su cosa cucinare per la propria famiglia
- papà che desiderano imparare a declinare la propria arte culinaria per i piccoli commensali
- nonne e nonni che devono adeguare la propria cucina ai piccoli commensali
docenti:
Boscolo Verena, mamma di Alida, nel pieno dello svezzamento. Psicologa dello sport e psicoterapeuta dal 2007.
Cocchetti Laura, mamma di Andrea e Peter, entrambi allattati e svezzati nel pieno rispetto dei loro tempi. Consulente Allattamento IBCLC dal 2011.
Paravolo Daniele, Chef e tecnologo della ristorazione

Dove e quando
I INCONTRO martedì 16 maggio 2017 dalle 10 alle 12
confronto e discussione di gruppo con i docenti esperti del settore, lasciando spazio a domande.
II INCONTRO sabato 20 maggio 2017 dalle 9.30 alle 12.30
ai fornelli con lo Chef si cucineranno preparazioni base, piatti speciali e si potranno ricevere consigli per il menu planning, la preparazione e la conservazione

Costi e come iscriversi
70 € a partecipante (10 € per i papà, nonne/i accompagnatori)
minimo 8 partecipanti
Iscrizione entro venerdì 12 maggio 2017 scrivendo a: info.academyschool@gmail.com

Al termine del corso verrà consegnato un mini ricettario con idee, consigli utili e bibliografia e attestato, inoltre, verrà eventualmente confezionata una mini doggy bag.

https://www.facebook.com/events/1350486334989015/

giovedì, aprile 20, 2017

Nati per leggere

7 mesi ... e mi va di parlare della lettura per i bambini ... ad alta voce o bassa voce...di favole e racconti, ma anche lettura di giornali, di etichette o elenchi...
Io non sono una gran lettrice in senso stretto. Leggo a fatica 4/5 libri all'anno e rigorosamente solo nei periodi di vacanza in cui recupero il più possibile il tempo perso (escludendo i testi di aggiornamento professionale). Ho una lettura lenta, ci impiego un sacco. Rimane che per me il leggere è un'attività importante di svago, ma sopratutto di apertura mentale. Leggendo si visitano mondi che in altro modo non si potrebbero mai vedere, ci si mette in panni che mai si indosserebbero, si conoscono emozioni e sensazioni che non siamo abituati a provare. Non vale solo per gli adulti incalliti; è strumento di benessere per gli adolescenti in cerca del loro futuro; è elisir di giovinezza per gli anziani, ecc...
Per questo ci tengo affinché Alida possa​ diventare una divoratrice di libri, come la cugina (@erikagardin @lanavecaricadilibri). Perchè mi auspico trovi la lettura entusiasmante?
Conoscete NATI PER LEGGERE? E' un progetto nazionale di sostegno alla lettura fin da....dentro alla pancia. I bambini non sono mai troppo piccoli per capire. La domanda Da quando posso leggere una favola a mio figlio? Trova radici nel retaggio storico della teoria che un bambino sia contenitore da riempire o tavolozza su cui scrivere. In realtà, ormai è assodato che i bambini hanno competenze da sviluppare da subito ed ogni tipo di stimolo è risorsa per una crescita efficace. 
Direttamente alla pagina ufficiale del programma nazionale potete trovare i dettagli per i i benefici della lettura e altre informazioni di interesse per i genitori, come bibliografie e consigli.
Alida va già in visita presso le biblioteche, sceglie i libri che le interessa sfogliare. Abbiamo anche un bellissimo libricino tattile con materiali differenti al tatto, che emette suoni, che può rosicchiare e in cui può specchiarsi. Mentre lo sfoglia mi invento delle storie... il papà è molto più bravo...la invito a sentire con tutti i sensi.

E come per tutti i suoi apprendimenti le nuove conquiste sono dietro l'angolo ogni giorno.

lunedì, marzo 20, 2017

Attaccamento: gioia e paura

6 mesi: primo giro di boa e ci portiamo a casa l'inizio di un amore che durerà per tutta la nostra vita!
6 mesi almeno dicono gli esperti delle relazioni umani, perchè la neonata possa iniziare a riconoscere chi è la sua figura di attaccamento, che se ne prende cura, a cui fare riferimento a cui attaccarsi in modo indissolubile. Solitamente la mamma, ma anche il papà e, gioco forza, i nonni e le altre persone che le dedicano energia.
Gioia e paura mi attraversano contemporaneamente. La prima emozione va a rinforzare la mia autostima e tutte le sensazioni ego+: esiste qualcuno che non può fare a meno di me, che brama per la mia presenza, che si illumina di immenso al solo percepirmi e nominarmi. La seconda emozione, come l'altra faccia della stessa medaglia, emerge con tutto il suo peso di responsabilità, dipendenza, intreccio, presagio per il futuro.
Già perchè le ricerche dicono e confermano che le relazioni con le figure di attaccamento pongono le basi alle modalità efficaci o meno che verranno messe in atto in modo inconscio e rapido per tutto il resto della propria vita. A meno che non subentrino altre esperienze con importanza a "correggere" le prime incisioni.
Cosa è giusto e cosa è sbagliato? Almeno ci fosse un manuale, MA alcune parole chiave mi stanno aiutando nel cammino e nella condivisione con il mio compagno della strategia da attuare per crescere Alida felice, serena, sicura, capace:
COERENZA, ESEMPIO DI VITA, SICUREZZA FISICA, STIMOLAZIONI/ESPERIENZE, INCONTRI/SPERIMENTAZIONI, SENSAZIONI POSITIVE, SENSAZIONI NEGATIVE GESTIBILI
Nella pratica, cerchiamo di ascoltare e comprendere i bisogni di Alida, di decifrarli con lei che a sua volta sta imparando a conoscerli. Rispondiamo con serenità e sicurezza, per tentativi ed errori, senza stancarci di cercare soluzioni nuove (visti i rapidi cambiamenti). Alla nostra stanchezza rispondiamo con la richiesta di una pausa e attiviamo rete di nonni e amici. Creiamo ambienti, spazi, esperienze alla misura di Alida.

lunedì, febbraio 20, 2017

RETE di mamme

In questi 5 mesi non so come avrei fatto senza la RETE che ho cercato intorno e che per fortuna ho trovato molto attiva e ricca.
Ammetto, ho un enorme sostegno da parte del mio compagno di vita Dino, dello zio Luigi e dei nonni. Ma se così non fosse? Se succedesse che i nonni iniziassero a godersi la pensione in lunghi viaggi? 
Come in occasione di tutti gli eventi speciali (in positivo/in negativo) della propria vita, la rete di supporto è fondamentale. Anche in ambito sociale, come termine tecnico, non a caso viene utilizzato il termine "rete" che nei sui vari significati rappresenta sempre un qualcosa di intrecciato, che cattura/raccoglie/trattiene o divide, una struttura complessa, articolata in più punti, collegamenti, interconnessioni. La ricerca condotta nell'ambito di diversi approcci disciplinari ha evidenziato come le reti sociali operino a più livelli (dalle famiglie alle comunità nazionali) e svolgano un ruolo cruciale nel determinare le modalità di risoluzione di problemi e i sistemi di gestione delle organizzazioni, nonché le possibilità dei singoli individui di raggiungere i propri obiettivi (fonte Santo WIKIPEDIA).
La mia esperienza di neo -mamma si è così costruita e si sta strutturando a partire da un mio bagaglio personale (ovvio!) che si rafforza e modula grazie a:
- il PERCORSO PRENASCITA svolto presso l'ospedale: si conoscono altre pancione, più o meno allo stesso punto, si inizia a fare esercizi di "...ah ma allora capita anche a te!"
CONSIGLIO: non pensate di conoscere tutto attraverso letture di libri (più o meno scentifici o alla moda), di varie fonti web, attraverso il racconto di amiche o parenti, ecc..; non fate gli struzzi pensando che sia meglio non sapere e giocarsela al momento. Il percorso potete farlo anche presso i consultori, studi privati con psicologi/ostetriche, piscine, palestre, centri benessere...l'importante è inserirsi in un gruppo e potersi scambiare idee ed emozioni coordinati da un professionista facilitatore di discussioni efficaci.
-  i GRUPPI FACEBOOK dedicati. Io ho opzionato quello a KM 0 Mamme a Vigevano e dintorni, ma in quanto social network se ne possono trovare a bizzeffe. In un primo momento, mi è servito per entrare nel mood di mamma, poi è risultato utilissimo per consigli pratici e risposte a quesiti di ordine quotidiano: come fare a... dove trovo... qualcuno ha da vendere...qualcuno vuole in regalo...cosa si può fare...  
CONSIGLIO: Ovviamente tutte le info ricavate sono da vagliare e certificare, ma da qualche parte bisogna inizire e se non si ha nessuna pallida idea... i gruppi "muto aiuto mamme" sono fantastici!
- i SITI WEB di donne che dell'essere mamma ne hanno fatto un mestiere Mamme Acrobate o di donne che diventate mamme non hanno voluto perdere il proprio lavoro e conseguente autonomia economica Piano C
- i GRUPPI WHAT UP che si ti sommergono di messaggi (CONSIGLIO mettere il silenzioso al gruppo e leggere quando si ha voglia e tempo), ma che ti permettono di azzerare ulteriormente le distanze tra te e le cose sconosciute, ma che in uno spazio social non chiederesti mai.
Parlattando IBCLC Vigevano
MA OVVIAMENTE va bene essere mamme 2.0 o 3.0 o 4.0, ma è molto importante costruirsi una RETE REALE DI AMICIZIE
Se ne hai di datete, ben vengano. Grazie alla nuova esperienza di mamma, ho riscoperto vecchie amicizie, riavvicinandomi a persone che avevo un pò perso di vista e grazie ad Alida c'è stata la scusa di rivedere, conquistate di nuove.
Molto utili ho trovato i PARLATTANDO dell'Associazione IBCLC - Sez Vigevano (vedi foto); al di là dell'approfondire il tema dell'allattamento (vedi anche post precedenti), sono momenti settimanali di incontro, di uscita da casa, dove si incontra senza l'impegno di molti incastri... chi c'è c'è!

USCITE DISTRAETEVI DIVERTITEVI e continuate ad essere mamme speciali

venerdì, gennaio 20, 2017

Non sono vizi! Sviluppo la sua mente

Dicembre è volato: inventa gli addobbi, allestisci, corse per i regali, festeggia disallestisci... e così è volato anche il terzo mese della mia Alida. Oggi, compie 4 mesi!
Anche questo post prende ispirazione dalla lettura di un libro, da tempo consigliatomi dalla collega Laura Matti: "Errori da non ripetere - come la conoscenza della propria storia aiuta ad essere genitori" di Daniel J.Siegel e Mary Hartzell (Raffaello Cortina Editore). Basandosi sugli studi più recenti nel campo della neuroscienza e della psicologia evolutiva, gli autori mostrano come le prime interazioni del bambino con le figure di riferimento abbiano un impatto diretto sulla struttura e sul funzionamento del cervello. Un attaccamento sicuro (come aveva iniziato a dire Bowlby intorno agli anni 1970) nei confronti di un adulto in grado di rispondere alle richieste primarie del bambino è di fondamentale importanza per il suo sviluppo cognitivo ed emotivo.
Sorge spontanea la domanda... nella pratica cosa significa? 
Da operatore me lo sono chiesta molte volte e spesso ho rimaneggiato elenchi, buone prassi, suggerimenti per rispondere neo-genitori attenti cercando di renderli concreti e di togliere il più possibile la glassa di amore incondizionato
Ora lo sto sperimentando sulla mia pelle. Il breve rapporto con mia figlia attualmente in completa fase di costruzione è iniziato con un periodo di innamoramento, di reciproca conoscenza in un turbinio di emozioni e sensazioni iniziate subito a mille (vedi post esperienza nascita), stemperato dalla quotidianità dell'allattamento (vedi post). La tessitura di una relazione così importante non può essere facile ed esclusivamente inconsapevole. Così rifletto spesso sui miei comportamenti nei confronti di Alida, mi confronto con storie e vissuti di altri genitori. I temi sono i più svariati dalla marca di pannolini alle sensazioni di impotenza quando non si colgono al volo i bisogni del piccolo|a urlatore folle.
Mi sento pienamente responsabile di questo suo periodo di vita visto che Alida non ha ancora la maturità cerebrale necessaria: le ricerca scientifiche dicono che l'attaccamento si concretizza in almeno 6 mesi, le cure degli adulti fornite al bambino|a alimentano lo sviluppo delle strutture mentali essenziali per la sopravvivenza, permetto il crearsi di circuiti cerebrali. Anche se fino ai 2 anni si parla di amnesia infantile, ovvero assenza di memoria esplicita, gli avvicendamenti delle relazioni con adulti sono incidenti rispetto al futuro.
NON SO RIPORTARE UN ELENCO PRECISO di cose da fare per renderla sicura e NON CREDO SIA NECESSARIO. Per me la buona prassi va calata nei vissuti e nella quotidianità degli specifici rapporti. Io so solo che, ad esempio, nel nostro caso quando Alida è disponibile passo del tempo a coccolarla: ho imparato i massaggi infantili, a portarla in fascia, cerco anche se stonata di cantarle delle canzoni, trovo i modi di farla sorridere, me la tengo semplicemente stretta, la sbaciucchio, mi faccio mangiucchiare le guance, ecc... Se sono solo ci metto tutta me stessa, capisco che ha solo me a cui aggrapparsi. Ma ammetto che è faticoso e che ho bisogno di un cambio.
Per fortuna, io ed Alida abbiamo un compagno/papà fantastico che ci segue nella relazione passo a passo, sia coccolando la sottoscritta che facendosi presente alla risoluzione dei bisogni con Alida (cambio pannolino, coccole, contenimento, ecc...). Stiamo cercando di includere nonni e zio il più possibile sopratutto nella condivisione dei nostri ragionamenti per le scelte educative, piuttosto che nel solo semplice babysitteraggio.
A chi parla di "vizi" rispondiamo semplicemente raccontando quanto scritto sopra e suggeriamo libri da leggere a disposizione nella Psicobiblioteca del Centro Studi CREATIVAMENTE

martedì, novembre 22, 2016

BUONA LUNA DI LATTE

Buona Luna di latte! L'augurio che mi è stato più volte rivolto in questo secondo mese di vita di mia figlia, proprio a me che non mi sono nemmeno mai goduta la classica luna di miele
Dopo aver esaurito tutte le curiosità riferite a travaglio, fase espulsiva e ... kg accumulati (...tièhhh sono dimagrita 3 kg!), ecco la domanda "ma allatti?".
Ecco fermatevi e bloccate il primo pensiero che vi viene a riguardo. Magari usatelo come spunto per fare un commento al post.
Infatti, spero che anche a voi appaia ovvio che una mamma allatti il suo piccolo. D'altra parte, una serie di informazioni scorrette, assenza di scambio comunitario, la moderna frenesia e abitudini date da spinte commerciali hanno reso l'allattamento al seno qualcosa di eccezionale e appunto una prassi neonatale da verificare tramite domanda. Non mi dilungherò sui benefici dell'allattamento, googolando troverete info complete (ad es: www.allattamentoibclc.it). Ricordo che tra i fattori di protezione dell'Allattamento al Seno, OMS e UNICEF citano la consapevolezza dei genitori riguardo al suo valore già prima della gravidanza, l'importanza del contatto pelle a pelle fino dalla prima poppata e la suzione al seno almeno 8 volte in 24 h (in ogni caso a richiesta giorno e notte), il roomin-in e il sostegno da parte degli operatori  (RAPPORTO CRC 2014-2015).
Per me è stato naturale trovarmi mia figlia sul petto che dopo breve ricerca con voracità agguanta il mio seno e ciuccia. Dagli studi clinici fatti e dai racconti diretti di neo-mamme però non per tutti è così facile. Pensate che nel Sud Italia  la percentuale relativa alle mamme che allattano almeno nei primi 6 mesi di vita del piccolo si attesta solo intorno al 75%.
Certo che allattare al seno è una questione di benessere a 360*...ma ad alcune condizioni...
BENESSERE FISICO: se la mamma non è in forma, se accadono problemi di ragadi|candida|ecc..., se non trova operatori esperti di allattamento al seno... si abbandona! 
"un'assistenza olistica, rispettosa dei diritti di mamme e bambini|e, è ancora appannaggio di una minoranza di strutture" (Rapporto CRC 2013-2014... valido ancora oggi)
BENESSERE RELAZIONALE E PSICOLOGICO: La mamma provvede in esclusiva alla crescita del piccolo: un carico di responsabilità non indifferente. Acuito dalla lotta con i sensi di colpa che nascono se il pediatra attesta che il piccolo non è in linea con i percentili freddi e statici di crescita. Statici perchè fermi e fissi ad indicare una media di riferimento; una linea di demarcazione che se interpretata con altrettanta rigidità mentale dà origine a quei circoli viziosi che possono creare problemi nella nuova triade famigliare.
Altro spunto di riflessione e chiave di svolta. La luna di latte viene spesso augurata alla mamma e bimbo|a, ma in questo viaggio c'è sicuramente anche il papà (o altra figura di sostegno...scegliete voi in base alla vostra storia).
Il primo mese post nascita è anche definito come decimo mese e il papà ha un ruolo molto importante. Ricordo l'ostetrica del corso pre-parto che ai papà disse a chiare lettere che il benessere del loro bambino|a passava da quello della loro mamma. Quando incontrate dei bimbi per sapere come stanno basta guardare la mamma. Il bambino dipende ancora totalmente da cosa mangia la mamma, quanto beve, se fuma, se si riposa, se è felice, se è pro -OSSITOCINA ... questo ormone così umore- dipendente che "spinge" il latte per la felicità di bambini e bambine!
Per concludere, pensando al mio allattamento mi viene in mente un fermo immagine e due sguardi.Quando allattare non mi viene in automatico cerco di capire cosa succede in quel momento: problema, fatica, stanchezza, ... A volte mi faccio aiutare da amiche, altre volte da colleghe e altre volte ho chiesto ad esperti dell'allattamento con l'unico obiettivo di garantire ad Alida il DIRITTO AD ESSERE ALLATTATA - diritto alla salute e allo sviluppo. Nei primi mesi allattare non è una scelta,  è una responsabilità genitoriale.

RICORDO CHE IN STUDIO CI SONO PROFESSIONISTI ESPERTI DELLA PRIMA INFANZIA e che collaboriamo con associazioni, ostetriche e consulenti allattamento.